La piscina è un buco senza fondo E il Comune «scarica» il gestore
Il sindaco Cristina Almici è decisa: «L'impianto ha grandi potenzialità Inaccettabile continuare a coprire le rate di mutuo insolute dei privati»
Qualcuno l'ha definita con una facile ironia un «buco nell'acqua» per il Comune. Ma ora il destino della piscina coperta di Bagnolo è vicino a una drastica svolta. L'ente locale è intenzionato a riprendere in mano la struttura sportiva affidata dal 1997 ai privati. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la morosità «recidiva» del gestore che dall'inizio dell'anno è tornato a versare solo rate degli interessi del mutuo subordinato all'accordo di affidamento.
L'onere del saldo della quota in conto capitale (circa 1,5 milioni) rischia di ricadere sulle casse comunali in virtù della fidejussione stipulata dall'esecutivo uscente a garanzia del prestito rinegoziato per dare ossigeno alla società di gestione dell'impianto, in apnea da sempre. «Abbiamo già respinto la richiesta della banca di saldare le quote non versate dalla Aqvasport - spiega il sindaco Cristina Almici - e contemporaneamente abbiamo avviato le procedure per rientrare in possesso della piscina. Ne abbiamo tutti i diritti, considerato che l'insolvenza è una delle clausole di rescissione dell'accordo inserite nella convenzione. Non possiamo continuare a sprecare il denaro pubblico».
Il sindaco guarda già al futuro. «Stiamo pensando a una gestione diretta, o in subordine di affidare la struttura a un altro privato - annuncia -. Le offerte non mancano, considerato che la piscina è in ottimo stato e garantisce un gettito consistente».
Sullo sfondo poi c'è l'ambizioso progetto di realizzare una vasca scoperta. Il presente però è l'ennesimo nodo di un'opera tormentata che già nella fase di costruzione nel 1997 vide lievitare i costi del 16%. «Alla luce delle difficoltà della cooperativa a pagare il mutuo - ricorda Cristina Almici -, il finanziamento che avrebbe dovuto estinguersi nel 2008 venne dilazionato dall'esecutivo del sindaco Renato Ferrari prima, e da quello del suo successore Giuseppe Panzini. Ora la scadenza non solo è fissata al 2027, ma le Giunte che ci hanno preceduto hanno garantito un importo di 1,8 milioni nonostante il debito fosse di 1,3 milioni, una generosità che ci ha lasciato stupefatti. Per aiutare il gestore, inoltre, nel 2007 il Comune si è impegnato a versargli per cinque anni 60 mila euro per complessivi 300 mila euro a fronte di 200 mila euro di investimenti sull'impianto». Per il sindaco la situazione piscina è diventata insostenibile per un Comune alle prese con un rigoroso piano di risanamento finanziario. «Per la struttura sportiva dal 2000 ad oggi il Comune ha addebitato sul proprio bilancio 354 mila euro, di cui 120 mila che il nostro esecutivo si rifiuta di pagare».N.S.
L'onere del saldo della quota in conto capitale (circa 1,5 milioni) rischia di ricadere sulle casse comunali in virtù della fidejussione stipulata dall'esecutivo uscente a garanzia del prestito rinegoziato per dare ossigeno alla società di gestione dell'impianto, in apnea da sempre. «Abbiamo già respinto la richiesta della banca di saldare le quote non versate dalla Aqvasport - spiega il sindaco Cristina Almici - e contemporaneamente abbiamo avviato le procedure per rientrare in possesso della piscina. Ne abbiamo tutti i diritti, considerato che l'insolvenza è una delle clausole di rescissione dell'accordo inserite nella convenzione. Non possiamo continuare a sprecare il denaro pubblico».
Il sindaco guarda già al futuro. «Stiamo pensando a una gestione diretta, o in subordine di affidare la struttura a un altro privato - annuncia -. Le offerte non mancano, considerato che la piscina è in ottimo stato e garantisce un gettito consistente».
Sullo sfondo poi c'è l'ambizioso progetto di realizzare una vasca scoperta. Il presente però è l'ennesimo nodo di un'opera tormentata che già nella fase di costruzione nel 1997 vide lievitare i costi del 16%. «Alla luce delle difficoltà della cooperativa a pagare il mutuo - ricorda Cristina Almici -, il finanziamento che avrebbe dovuto estinguersi nel 2008 venne dilazionato dall'esecutivo del sindaco Renato Ferrari prima, e da quello del suo successore Giuseppe Panzini. Ora la scadenza non solo è fissata al 2027, ma le Giunte che ci hanno preceduto hanno garantito un importo di 1,8 milioni nonostante il debito fosse di 1,3 milioni, una generosità che ci ha lasciato stupefatti. Per aiutare il gestore, inoltre, nel 2007 il Comune si è impegnato a versargli per cinque anni 60 mila euro per complessivi 300 mila euro a fronte di 200 mila euro di investimenti sull'impianto». Per il sindaco la situazione piscina è diventata insostenibile per un Comune alle prese con un rigoroso piano di risanamento finanziario. «Per la struttura sportiva dal 2000 ad oggi il Comune ha addebitato sul proprio bilancio 354 mila euro, di cui 120 mila che il nostro esecutivo si rifiuta di pagare».N.S.



alla faccia di chi afferma che non metteremo la mani in tasca ai cittadini gli sfilano i soldi dal portafoglio senza farsi sentire sono dei manolesta
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